2^ Orange: riflessioni di metà strada e il tabù Romana Volley
Si chiude il girone d'andata per la nostra Seconda Orange, un percorso che ha alternato sprazzi di grande pallavolo a momenti di appannamento, lasciando in dote una classifica che, ad oggi, sta stretta ai ragazzi di Rozzano per quanto espresso sul rettangolo di gioco.
L'ULTIMA FATICA: IL "TIMORE" DI PIAZZALE LOTTO
L'ultimo atto della prima metà di stagione ha visto i tigrotti far visita ai "vecchietti terribili" del Romana Volley. In piazzale Lotto, l'esperienza dei padroni di casa ha giocato un ruolo fondamentale sin dai primi scambi. I neroarancio sono entrati in campo con un eccessivo timore reverenziale, faticando a trovare ritmo e fluidità nei primi due parziali, entrambi chiusi sul 25-16.
Nel terzo set la musica è cambiata: la partita si è fatta finalmente equilibrata, con il Crazy capace di rispondere colpo su colpo. Tuttavia, nei momenti cruciali, l'inesperienza ha tirato brutti scherzi, permettendo al Romana di gestire il finale (25-20) e incamerare l'intera posta in palio.
BILANCIO DI METÀ CAMPIONATO: CUORE E RIMPIANTI
Il girone d'andata dei neroarancio è stato un'altalena di emozioni. Brucia ancora il derby perso nettamente contro i rivali storici del Milanotre, ma è dalla sfida successiva contro il Forza e Coraggio che bisogna ripartire. In quell'occasione, dopo oltre due ore di battaglia, il tie-break si è rivelato ancora una volta stregato, portando una sconfitta immeritata ma lasciando la consapevolezza di poter giocare con il cuore anche quando la tecnica viene meno.
"IL SUDORE NON È MAI SPRECATO"
La sensazione generale è che la Seconda Orange abbia raccolto molto meno di quanto seminato. La sfida per il girone di ritorno è chiara: riuscire a trasferire in partita la qualità e l'intensità che i ragazzi dimostrano quotidianamente durante gli allenamenti.
Come diceva il grande Pietro Mennea: “Il sudore non è mai sprecato”. La ricetta per il riscatto è scritta nel DNA del Crazy: soffrire in palestra, lavorare sui dettagli e avere fame di vittoria. Se i tigrotti sapranno meditare su questi primi mesi, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.




