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1^ Orange tra Cuore e Rimpianti: Il CUS Pavia Passa in Quattro Set

1^ Orange tra Cuore e Rimpianti: Il CUS Pavia Passa in Quattro Set

Immaginate un martedì sera, o forse era un sabato, poco importa. Importa che l'aria è densa, umida. Si gioca a volley, ma potrebbe essere un duello all’O.K. Corral. Da una parte il Cus Pavia, la nobiltà, i secondi della classe, quelli che giocano una pallavolo aristocratica. Dall'altra il Crazy Volley Orange, i settimi, quelli che hanno il fuoco dentro e il destino spesso avverso.

Immaginate un martedì sera, o forse era un sabato, poco importa. Importa che l'aria è densa, umida, di quella nebbia che solo la pianura sa regalare. Si gioca a volley, ma potrebbe essere un duello all’O.K. Corral. Da una parte il Cus Pavia, la nobiltà, i secondi della classe, quelli che giocano una pallavolo aristocratica. Dall'altra il Crazy Volley Orange, i settimi, quelli che hanno il fuoco dentro e il destino spesso avverso.


L'Epopea del Parquet: Quando il Destino ti Toglie le Fiches

Il Primo Atto: L'Illusione (23-25) Inizio partita. Il Crazy entra in campo e per dodici minuti sembra che il tempo si sia fermato. 4-1, 6-3, 12-5. È una sinfonia. Pavia è stordita, non capisce da dove arrivino quei colpi. Ma la pallavolo, signori, è uno sport demoniaco. Sul 18-14 accade l'imponderabile: la tensione cala, Pavia risale la china come un predatore silenzioso. Arrivano sul 21-23. Il Crazy prova l'ultimo sussulto, ma il set scivola via. Ventitré a venticinque. Un finale shakespeariano.

Il Secondo Atto: coach Sudati cambia le regole (25-22) E qui, entriamo nella leggenda. Metà set, la sfortuna si palesa: Chitoni mette giù un piede male. La caviglia fa crack. È il dramma. Coach Sudati, l’uomo della panchina, opera il doppio cambio alzatore-opposto. Deve restare vivo. La partita è un corpo a corpo selvaggio. Sul finale, la mossa della disperazione: Villena entra in battuta per il centrale Resmini. All-in.

Ma il destino ha il senso dell'umorismo: quando il turno al servizio finisce, i cambi sono esauriti. Niente più gettoni.La partita prosegue e Villena rientra sul libero in prima linea. Sudati guarda la sua prima linea e vede Villena, Gobbi e Bertolesi. Manca il centrale. È come un’orchestra senza il primo violino. Timeout. Sudati guarda i suoi negli occhi: "Switch". Gobbi va al centro, territorio inesplorato; Villena trasloca all'opposto; Bertolesi va in banda. Pavia sorride, pensa sia finita.

Ma non hanno fatto i conti con l'anima. Edoardo Gobbi si traveste da supereroe, tira su due difese che non sono di questo mondo. Due palloni che erano già polvere e che lui riporta in vita. La palla schizza a Bertolesi che da posto 4 scarica un fendente che spacca il set. 25-22. Il Crazy ha vinto senza centrale. È pura avanguardia.

Il Crepuscolo (16-25, 20-25) Poi, purtroppo, la realtà chiede il conto. Il terzo set è un monologo pavese: 7-14, 11-18. Le energie fisiche e mentali sono evaporate in quel secondo set miracoloso. Nel quarto c’è ancora una fiammata, un 14-17 sospinto dai 17 punti di un immenso Tommaso Ospite, un jazzista del volley che oggi ha suonato ogni nota possibile. Ma Pavia non trema più. Chiudono 20-25.


L'Uomo del Destino: Tommaso Ospite

Diciassette punti. Messi a referto con la naturalezza di chi sa che ogni colpo è un messaggio al campionato. Ospite ha predicato volley in un deserto di crampi e sfortuna. Ma contro i giganti, a volte, anche gli eroi devono rinfoderare la spada.

Le parole di Coach Sudati

A fine gara, coach Sudati osserva il taraflex come se cercasse ancora le tracce di quel secondo set.

"Sapete, stasera abbiamo sfidato la matematica. E la matematica è una signora cinica. Quando Chitoni è uscito, il mondo ci è crollato addosso. Ho fatto il cambio per Villena sperando nel colpo di fortuna, poi mi sono accorto che il magazzino era vuoto. Finiti i cambi. Mi sono ritrovato con una prima linea che non stava né in cielo né in terra. Ho detto a Gobbi: 'Mettiti lì in mezzo e sii un muro'. E lui ha fatto di più, ha difeso l'impossibile. Quello che hanno fatto i ragazzi nel finale del secondo set è qualcosa che va oltre la tattica: è appartenenza. Certo, abbiamo perso 1-3, e quel primo set buttato via grida ancora vendetta, ma se giochiamo con questa follia lucida, questa classifica settima ci starà presto molto stretta. Adesso però, lasciatemi andare a vedere come sta la caviglia di Chitoni. I miracoli sono belli, ma preferirei riavere i miei giocatori."

Crazy Volley 1, Cus Pavia 3. Una sconfitta, sì. Ma con dentro una storia che valeva la pena di essere raccontata.

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