Quelli che la schiacciata... e quelli che il cardiologo
Signore e signori, mettetevi comodi, ma non troppo, che qui si è rischiato il trapasso per eccesso di ottimismo. A Rozzano è andata in scena una di quelle commedie che se la racconti al bar dopo il terzo bianchino non ti credono. Il Crazy Volley Orange ha sfidato il Mi3, e ne è uscito un minestrone lungo cinque set, finito 3-2 per i padroni di casa. Una roba che a un certo punto non si capiva più se fosse pallavolo o una seduta spiritica collettiva.
Ed ecco a voi, servito su un piatto d’argento un po’ ammaccato, il resoconto di questa serata di gloria e sofferenza.
Quelli che la schiacciata... e quelli che il cardiologo
Signore e signori, mettetevi comodi, ma non troppo, che qui si è rischiato il trapasso per eccesso di ottimismo. A Rozzano è andata in scena una di quelle commedie che se la racconti al bar dopo il terzo bianchino non ti credono. Il Crazy Volley Orange ha sfidato il Mi3, e ne è uscito un minestrone lungo cinque set, finito 3-2 per i padroni di casa. Una roba che a un certo punto non si capiva più se fosse pallavolo o una seduta spiritica collettiva.
La ballata dei cinque atti
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Il Primo Set: L’illusione (25-15). Si comincia e sembra una gita fuori porta. I ragazzi del Crazy Volley Orange partono 6-2, poi 15-10. Il Mi3 pare una di quelle squadre che hanno sbagliato indirizzo sul navigatore. In mezzo al dominio, spunta pure il punto del libero Padovani. Sì, avete letto bene: il libero che segna. Roba che a vederla ti stropicci gli occhi e pensi di aver messo troppo gin nel tonico. Si chiude agilmente e tutti a pensare alla pizza post-partita.
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Il Secondo Set: Il risveglio (21-25). Il Crazy Volley Orange riparte fortissimo, 6-1. Sembrava il preludio al massacro. E invece no. Gli altri si svegliano, si sciacquano la faccia e iniziano a giocare sul serio. Ci agganciano sull’8-8 e iniziano a menare come fabbri. Sul 17-19 capiamo che la serata sarà lunga. Padovani concede il bis — un altro punto, un vizio che ormai è una carriera — ma non basta. Il Mi3 pareggia e noi restiamo lì a chiederci dove abbiamo messo le chiavi di casa.
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Il Terzo Set: Sangue e arena (25-22). Qui si gioca sui nervi. 6-4, 10-9, si scambia il pallone come se fosse una patata bollente. Il Crazy Volley Orange trova il break decisivo sul 22-18 e tiene botta fino alla fine. Due a uno e la speranza torna a farsi sentire sotto la maglietta sudata.
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Il Quarto Set: Il dramma degli onesti (28-30). Il capolavoro dell’assurdo. Siamo avanti 23-17. Praticamente stavamo già stappando lo spumante negli spogliatoi. E invece, come nei peggiori incubi, il Mi3 risale la china. 23-20, 23-22... si arriva ai vantaggi. Inizia un balletto infinito: 24-24, 26-26, 28-28. Ogni palla pesa come un panettone a Ferragosto. Alla fine, con un colpo di reni che manco Coppi sul Pordoi, gli ospiti la chiudono 28-30. Un colpo al cuore.
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Il Quinto Set: L’ultima spiaggia (15-12). Il tie-break. Dove si vede chi ha mangiato le carote e chi no. 4-3, poi 8-6 al cambio campo. Il Crazy Volley Orange scappa sul 12-7. C'è tempo per l'ultimo brivido (14-11), ma stavolta il destino è clemente. 15-12 e sipario.
Gli eroi della serata
Il tabellino dice che Dragonetti ne ha messi 27. Praticamente ha passato la serata a martellare il parquet come se dovesse piantare i chiodi per una fiera. Dietro di lui Ospite (17), Gobbi e Chitoni (15 a testa). E poi c'è lui, Padovani, il libero bomber: due punti stasera, uno la scorsa settimana. Ormai lo marcano a uomo pure quando va a bere alla fontanella.
Due chiacchiere con coach Sudati
Abbiamo intercettato il Coach a fine gara. Aveva l'aria di chi ha appena cercato di spiegare il congiuntivo a una classe di adolescenti irrequieti.
1. Coach Sudati, sul 23-17 del quarto set pensava già alla formazione per la prossima o sentiva puzza di bruciato? «Sul 23-17 pensavo che la vita fosse bellissima. Poi ho capito che la bellezza è una fregatura. Ci siamo addormentati, convinti che il Mi3 ci facesse il regalo di Natale in anticipo. Perdere un set così ti toglie dieci anni di vita, e io non è che ne abbia tantissimi da buttare.»
2. Dragonetti 27 punti. Gli ha dato da mangiare polvere da sparo? «Dragonetti stasera è stato una sentenza. Quando la palla scottava, lui era lì a dire "datela a me". È il nostro parafulmini. Ma se gli altri tre non ne facevano quindici a testa, stasera eravamo qui a parlare del sesso degli angeli e di una sconfitta bruciante.»
3. Padovani segna più dei suoi attaccanti. Cosa succede in quella testa? «Succede che è un anarchico. Il libero dovrebbe stare umile, e invece lui vede il buco e ci infila il pallone. Farlo per due partite di fila è un insulto alla statistica e un regalo alla mia pressione arteriosa. Se continua così, gli faccio fare pure i provini da schiacciatore.»
4. Uscite con due punti e molta tachicardia. Soddisfatto? «Soddisfatto di aver visto la reazione nel quinto set. Dopo un colpo del genere nel quarto, molte squadre sarebbero andate al bar a dimenticare. Noi siamo rientrati col coltello tra i denti. Certo, se la prossima volta chiudiamo prima, magari dormo meglio io e pure i tifosi.»
(coach Sudati si allontana borbottando qualcosa sul "servizio" e sul "destino". Fuori piove. Ma è una pioggia arancione.)




