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1^Orange: il tie-break è un premio divino contro Ascor Bettolino

1^Orange: il tie-break è un premio divino contro Ascor Bettolino

C’è questa strana legge non scritta nel volley di Prima Divisione: se il Coach arriva al palazzetto e vede l’ultimo posto auto svanire sotto il naso, soffiato da un’utilitaria guidata da un destino cinico e baro, allora le cose sono due. O la serata finisce a schifìo, o gli Dei della Pallavolo decidono di farti un bonifico di benevolenza per compensare il travaso di bile.

Stasera, per la gioia delle coronarie dei presenti, la ditta Crazy Volley Orange ha optato per la seconda. Contro l’Ascor Bettolino è andata in scena una di quelle recite che riconciliano con lo sport: un 3-2 che è stato un inno all’incertezza. La vera notizia, però, è che finalmente il roster era al completo. Non succedeva dalla prima giornata, un’era geologica fa. Risultato? Quattro giocatori sopra i dieci punti e una cooperativa del punto che ha fatto girare la testa ai cronometristi.

Il Film del Match: un'altalena di emozioni

Il primo set è stato un manifesto programmatico. Si è proceduto con la stessa velocità di un tram nell'ora di punta: un passo avanti io, un passo avanti tu. Le squadre sono arrivate al 20-20 guardandosi negli occhi. Il Crazy ha messo la freccia, il Bettolino ha risposto. Si è andati ai vantaggi, in apnea, fino al 28-26 Orange.

Nel secondo parziale, il copione si è ripetuto quasi per fotocopia. Ancora un braccio di ferro fino alla soglia critica del 20-20. Lì, il Crazy Volley ha deciso di smetterla di scherzare: un paio di muri azzeccati e un servizio più cattivo hanno scavato il solco per il 25-20.

Il terzo set ha visto il ritorno dell'Ascor. Gli ospiti hanno alzato il volume della difesa e il Crazy ha iniziato a soffrire la fatica. Equilibrio fino al 18-18, poi il Bettolino ha trovato l'allungo giusto (19-25).

Il dramma si è consumato nel quarto set. Gli Orange partono a razzo, giocano bene, divertono. Si portano sul 15-10 e il pubblico inizia già a cercare le chiavi della macchina in borsa. Ma proprio lì, sul più bello, qualcuno deve aver tirato la spina generale. Un blackout improvviso. Una ricezione ballerina, un attacco fuori misura e il Bettolino ringrazia, sorpassa e chiude 20-25. Tutto da rifare.

Il Tie-break: l’ultimo tango a Rozzano

Il quinto set è roba da cardiologia. Si ricomincia come se i quattro set precedenti non fossero mai esistiti: punto a punto, sudore e imprecazioni sottovoce. Si arriva al giro di boa con il Crazy avanti di un soffio: 8-7 e cambio campo. Ma la via crucis è appena iniziata.

L’Ascor non molla, il Crazy sente il fiato sul collo. Si arriva sul 10-10. Il silenzio in palestra si taglia col coltello. Poi il sorpasso ospite: 10-11. In quel momento, il fantasma del parcheggio perduto è tornato a tormentare il Coach. Ma stavolta i ragazzi in maglia Orange hanno deciso di riscrivere il finale: un contro-parziale di nervi, qualche difesa miracolosa e la zampata finale che fissa il tabellone sul 15-13. Due punti e tanti saluti.


L’Intervista: Quattro chiacchiere col Coach

Abbiamo intercettato il tecnico del Crazy Volley a fine gara, mentre ancora cercava con lo sguardo il tizio che gli aveva soffiato il posto auto due ore prima.

Coach, una vittoria che è un romanzo. Finalmente con la rosa al completo, ma avete rischiato il finale tragico. "Guarda, la rosa completa è come il libretto delle istruzioni dei mobili svedesi: sai che ci sono tutti i pezzi, ma non è detto che poi il comodino stia in piedi. Stasera però ha tenuto. Quattro uomini in doppia cifra sono la prova che abbiamo lavorato di squadra."

Al tie-break, sul 10-11 per loro, a cosa ha pensato? "A parte un paio di santi del calendario? Ho pensato che se perdevamo pure questa dopo essere stati avanti 2-0 e 15-10 nel quarto, sarei tornato a casa a piedi. Invece i ragazzi sono stati bravi a non scomporsi. Abbiamo girato sull'8-7, poi ci siamo complicati la vita, ma il finale è stato di cuore. Certo, se evitassimo di complicarci la vita, invecchierei con più calma."

Prospettive per il futuro? "Continuare così, magari arrivando al palazzetto dieci minuti prima per il posto auto. Se restiamo al completo e giochiamo con questa intensità, possiamo divertirci."

Nota a margine: Si segnala che i quattro giocatori in doppia cifra sono stati avvistati a fine partita mentre cercavano di spiegare al Coach che, con una vittoria così, il posto auto è solo un dettaglio borghese.

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