I neroarancio, sotto 2-1, sfoderano una prova di carattere pazzesca e ribaltano la partita sul difficile campo del "maestro" Fantoni. Esordio da sogno e due punti d'oro giocando sotto età!
I neroarancio, sotto 2-1, sfoderano una prova di carattere pazzesca e ribaltano la partita sul difficile campo del "maestro" Fantoni. Esordio da sogno e due punti d'oro giocando sotto età!
Immaginate un martedì sera, o forse era un sabato, poco importa. Importa che l'aria è densa, umida. Si gioca a volley, ma potrebbe essere un duello all’O.K. Corral. Da una parte il Cus Pavia, la nobiltà, i secondi della classe, quelli che giocano una pallavolo aristocratica. Dall'altra il Crazy Volley Orange, i settimi, quelli che hanno il fuoco dentro e il destino spesso avverso.
Milano. Una palestra che profuma di linoleum e ambizioni di periferia. Finisce 3-1 per l’AG Milano, e se guardi il tabellino ti sembra una pratica archiviata, una di quelle sbrigate in fretta prima di andare a mangiarsi una pizza. Ma se c’eri, se hai visto i parziali, capisci che il Crazy Volley Rozzano ha vissuto quattro vite diverse in una sera sola.
Ci sono sere, figlioli, in cui la sorte si mette il tabarro e ti volta le spalle come un oste brianzolo dopo l’ultima mescita; e altre, rare come le nebbie buone sul Naviglio, in cui i pianeti si mettono in fila come i barconi sul Po e la grazia scende in palestra a benedire anche il più sghembo dei palleggiatori. “L’è propri inscì”, direbbe il vecchio della Bassa. E la notte di giovedì, contro il Vicus Vimercate, è stata di quelle in cui perfino i santi si sono messi a fare muro.
Immaginate una scatola di fiammiferi accesa in una stanza piena di dinamite. Ecco, il palazzetto dell’Ascor Bettolino, l'altra sera, era esattamente questo. Un luogo dove la fisica ha smesso di avere senso e dove il tempo si è fermato per tre volte consecutive sullo stesso, identico, beffardo punteggio.
Immaginate una palestra a Rho. Un luogo che non è solo una palestra, ma un crocevia di destini, un teatro di cemento dove l’aria è densa, quasi solida. Il Crazy Volley Orange arriva lì con il peso di un’andata che è stata un monologo del Gio.Issa, un 3-0 che ancora risuona nelle orecchie come un disco rotto. Ma la serata, vedete, ha già deciso il suo spartito. C’è questo dettaglio, questo non-detto: varchi la soglia e capisci che il vento non soffia per te. È tutto storto. È tutto "off".
