1^ Orange - Passione Secondo Crazy: il sacrificio e l'abbraccio
Giovedì Santo. Mentre mezza Lombardia è già in coda sull'autostrada con le uova di cioccolato nel baule, qui ad Abbiategrasso è andata in scena una rappresentazione che della Passione aveva tutto, soprattutto la sofferenza. La Prima Divisione Orange del Crazy Volley si porta a casa un 3-1 che è come una colomba comprata all’ultimo minuto: salva la tavola, ma il sapore è un po' asciutto. Una partita opaca, senza ritmo, giocata con la flemma di chi sta già pensando alle vacanze."
Le Stazioni della Via Crucis: Set dopo Set
Il Primo Set: La sorpresa nell'uovo (amaro). "Si parte e sembra di stare alla recita parrocchiale. Un errore di qua, uno di là. 11-11, 18-16 per loro. Il Crazy prova a darsi un tono, arriva sul 23-23 e pure sul 24-24. Sembra fatta, e invece no. Un blackout degno di un cortocircuito pasquale e Abbiategrasso ringrazia: 26-24. Primo set ai padroni di casa e musi lunghi in panchina."
Il Secondo Set: Il risveglio dei giusti. "coach Sudati deve aver detto qualcosa di molto poco religioso tra i due set. I ragazzi si scuotono: 2-6, poi 6-11. Non è che il gioco fluisca come il vino buono, ma almeno c’è sostanza. Il vantaggio lievita (15-22) fino al 18-25. Pareggio. Ma la sensazione è che si vinca più per inerzia che per ispirazione divina."
Il Terzo Set: La maratona degli errori. "Qui entriamo nel territorio del surreale. Un set lungo come una Quaresima. 13-13, 21-21. Si va ai vantaggi e la palla pesa quanto un blocco di marmo. 24-24, 25-25, 26-26. Alla fine, grazie a Dio, spuntano i soliti noti: Chitoni, Ospite e Gobbi. Ma lasciatemi dire di Villena. Uno che nasce palleggiatore e si ritrova a fare la banda come se nulla fosse. Gli chiedi di cambiare pelle e lui risponde 'presente' senza manco un lamento. Un esempio di umiltà che in questo sport è merce rara. La spuntano loro: 26-28."
Il Quarto Set: Il congedo e l'abbraccio. Il set scorre via verso l'epilogo (13-17). Ma fermate tutto. Il cronometro della storia si ferma sul 17-10. Coach Sudati fa un cenno.
Esce Tosato, entra l'under Polino.
Non è un cambio. È un’invocazione. La panchina scatta in piedi, tutta insieme, in una standing ovation che profuma di rispetto antico. Tosato attraversa il campo con la lentezza di chi sa che sta chiudendo un capitolo, e lì, sulla linea laterale, trova l'abbraccio del suo Coach. Un abbraccio vero, di quelli che non si danno per contratto. Il sipario cala così, Il set finisce 20-25, ma la partita era finita lì, in quell'abbraccio.
Il Miracolo di Vettorato e il Fiele di Coach Sudati
"Se il Crazy torna a casa con i tre punti, lo deve a un uomo solo: Vettorato. Il Libero stasera ha fatto il santo: 85% di ricezione positiva, 75% di difesa positiva. Se gli tiravi una moneta, lui ti restituiva il resto preciso. Senza di lui, la Pasqua Orange sarebbe stata molto più amara.
Andiamo a sentire il Coach, che ha l'allegria di chi ha appena scoperto un buco nel calzino."
"Coach Sudati, vittoria sporca, quattro in doppia cifra e un Villena camaleontico. Ma lei sembra aver mangiato limoni. Com’è questo umore?"
Coach Sudati: "Nero. Umore nero. Abbiamo giocato senza ritmo, troppi errori, una prestazione opaca che non mi piace per niente. Salvo Villena, che è stato un esempio per tutti adattandosi a un ruolo non suo, e salvo Vettorato. Ma per il resto, c'è da lavorare tanto."
"E l'abbraccio con Tosato sul 17-10? Ci ha fatto quasi piangere."
Coach Sudati: (Si schiarisce la voce) "Per Tosato le porte qui saranno sempre aperte. È uno di noi, e quel momento era il minimo che potessimo tributargli. Ora però pensiamo a ritrovare il gioco, che stasera era rimasto sulla Vigevanese."
"Ecco, avete sentito. Il Crazy vince ma non ride. Si portano a casa la pagnotta pasquale, ma per la colomba di classe ripassate un'altra volta. Buona Pasqua a tutti, se non rimanete imbottigliati nel traffico. A voi studio."




