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1^ Orange - Diario di una Battaglia persa 3-2 contro Magenta

1^ Orange - Diario di una Battaglia persa 3-2 contro Magenta

Diciamoci la verità, senza infingimenti: la pallavolo di Prima Divisione è un romanzo popolare, sporco di fatica e avaro di sconti. A Rozzano è andata in scena una di quelle sfide che riconciliano col sapore del campo, ma che lasciano un retrogusto di fiele.

La Prima Orange cade al quinto set contro un Volley Magenta che ha avuto il merito di restare freddo quando l'aria si faceva incandescente. Ma andiamo con ordine, perché i set, signori miei, raccontano più di quanto dica il risultato finale.

L'Analisi: Cinque Atti di Passione

Il Primo Set: L'Assenza di Stato (15-25) L'inizio è stato un insulto all'intelligenza sportiva. La Prima Orange entra in campo col passo del turista distratto. Un 1-9 che gridava vendetta, un 2-13 che sapeva di disfatta epocale. I ragazzi di Sudati erano ombre cinesi su un taraflex che Magenta dominava con una protervia quasi fastidiosa. Un parziale chiuso sul 15-25 che avrebbe steso un toro. Ma non questi Orange.

Il Secondo Set: Il Ruggito dell'Orgoglio (25-19) Poi, la reazione. Quella che cerchi nei manuali e trovi nel cuore. Sul 5-5 si è capito che la musica era cambiata. Chitoni ha iniziato a martellare con una ferocia agonistica d'altri tempi, coadiuvato da un Dragonetti che sotto rete è diventato un muro di cinta invalicabile. Dal 11-8 al 16-11, il Crazy ha preso il comando delle operazioni, chiudendo in scioltezza sul 25-19. Pareggio. E la partita si è fatta seria.

Il Terzo Set: La Ricaduta (18-25) Ma la continuità è un lusso per pochi. Nel terzo parziale, gli Orange sono tornati a balbettare. Dopo un avvio equilibrato (5-7), è calato di nuovo il buio. Magenta ha ringraziato e ha spinto sull'acceleratore: 9-12, poi un 13-15 che preludeva al crollo finale. Un parziale di 18-25 che ha rimesso tutto in discussione, figlia di errori gratuiti e di una ricezione che pareva di carta velina.

Il Quarto Set: La Grande Bellezza (25-21) Qui è uscito il carattere. Un set lottato col coltello tra i denti. Punto su punto, sudore su sudore. 12-12, poi l'allungo: 15-14, 18-15. In quel momento abbiamo visto negli occhi del Crazy la voglia di non morire. Un finale magistrale, condotto con lucidità fino al 25-21. Il tie-break era il premio minimo per tanta fatica.

Il Quinto Set: Il Destino nel Cambiocampo (11-15) L'ultimo atto è stata una roulette russa. Le tigri partono avanti (2-0), poi si procede a braccetto: 7-7, 9-9. Sul 10-9 per noi, abbiamo sentito il profumo della vittoria dell'andata. Ma il volley è cinico. Magenta ha trovato il break della vita, il Crazy si è irrigidito sul più bello e il tabellone ha sentenziato: 11-15. Un finale amaro, ma intriso di dignità.


L’Intervista: Il Verdetto di Coach Sudati

Ho intercettato Coach Sudati a fine gara. Aveva l'aria di chi ha appena perso il portafoglio ma ha ritrovato una vecchia foto cara. Il suo è un bilancio rigoroso, quasi magistrale.

"Soddisfatto? Assolutamente no. Quel primo set finito 1-9 è una macchia che non si lava via col detersivo. Non si entra in campo così, senza anima e senza rabbia. Abbiamo giocato a strappi, come una vecchia radio che prende il segnale solo ogni tanto. Chitoni ne ha messi 25, Dragonetti 15, e li ringrazio, ma il volley è un coro, non un assolo."

Poi, però, coach Sudati concede un’apertura al sorriso:

"Le uniche note liete? Certamente il ritorno, seppur solo morale in panchina, di Tommaso Ospite. Vedere un ragazzo che riemerge dal buio dell'infortunio e riprende il suo posto nel gruppo è la vittoria più bella della serata. È il segno che siamo ancora una famiglia. E poi c’è quel punto. Un punticino che in classifica brilla come una stella polare: ci avvicina alla salvezza, ci dà ossigeno. Ma martedì in palestra non voglio sentire scuse: si lavora sulla testa, perché la salvezza non è un regalo, è una conquista."

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