Epica battaglia contro MI3: la 1^Black alza il vessillo dei vincitori!
Nella notte ventosa del Pala Crazy, quando gli scudi battevano come tamburi di guerra, si è consumato uno scontro degno delle cronache di Erodoto. Non era pallavolo: era assedio, era frontiera, era la lunga memoria delle battaglie che dai campi di Termopili alle pianure di Waterloo hanno deciso il destino dei popoli.
L’ADUNATA DEGLI ESERCITI
Da una parte il clan Crazy, secondo in classifica ma con l’orgoglio degli opliti di Sparta; dall’altra MI3, capolista altera come le falangi di Atene. Casati guida la linea come un stratega, Cuzzola brandisce il martello d’assalto, Gazzola e Vaini sono torri d’assedio, Meroni e Martinelli arcieri scelti, Veggian scudo lucente.
Si dice che, prima della battaglia, un vecchio veterano ricordò ai giovani la notte delle Termopili, quando Leonida e i suoi trecento resistettero contro l’immenso esercito persiano. «Non conta il numero – disse – ma la fermezza della linea.»
PRIMO ASSALTO – LA CARICA SPARTANA
Il Crazy avanza come gli opliti nel corridoio di roccia prendendo vantaggio e sicurezze. Gli avversari basigliesi provano a ricomporsi e si riallineano nel punteggio, ma è Martinelli a tuonare come una catapulta d’assedio, facendo crollare le mura ospiti e il set cade 25-20, come un vessillo strappato al nemico.
SECONDO ASSALTO – LA RISPOSTA ATENIESE
MI3 torna in campo con la disciplina delle triremi di Battaglia di Salamina, quando Temistocle attirò i Persiani nello stretto e li distrusse. Difese su ogni palla come se fosse una nave in fiamme, assalti all’arma bianca senza patema e chiusura del set 21-25. Un vecchio cronista narrò che Temistocle, per vincere, fece circolare false notizie tra i nemici: anche qui, finte e controfinte confusero la difesa neroarancio.
TERZO ASSALTO – IL CROLLO DELLA FALANGE
Poi venne la disfatta, simile a Battaglia di Leuttra, dove Epaminonda ruppe l’invincibile falange spartana con una manovra obliqua. MI3 parte forte ed infila sette colpi senza risposta, la ricezione neroarancio crolla come la prima linea di una falange spezzata ed il set va presto in archivio: 10-25. Coach Marca prova a cambiare uomini come generali disperati cambiano cavalleria: Maestranzi e Manferoce per Casati e Cuzzola oltre a Gallo per Meroni ma il fronte resta spezzato.
QUARTO ASSALTO – LA CONTROFFENSIVA
Marca, come un maresciallo austro-russo dopo una ritirata, predica calma tra le trincee. In campo ritroviamo Gallo per un sofferente Cuzzola ed il Crazy dimostra di crederci. Casati ridistribuisce le munizioni con la precisione di un ufficiale di Russia, Veggian diviene muro invalicabile in difesa e il set è un trionfo 25-14. A qualcuno ha ricordato la resistenza di Borodino, quando nel 1812 i russi incendiarono Mosca pur di fermare Napoleone Bonaparte.
TIE-BREAK – IL DUELLO DEI SECOLI
Il destino si decide come la Guerra dei Sette Anni, quando Inghilterra, Francia, Austria e Russia si contesero il mondo tra intrighi e assalti. Si narra che a Rossbach Federico II di Prussia vinse con una carica improvvisa mentre l’avversario pranzava: così il Crazy colpisce rapido e chirurgico senza lasciare spazio al MI3, 8-4 al cambio campo. Da lì è quasi passerella, come la fine a Waterloo, quando Arthur Wellesley e i prussiani chiusero l’epopea napoleonica. Il tabellone alla fine segna 15-10: MI3 in ritirata, Crazy in festa.
EPILOGO
La Prima Black rosicchia quindi terreno alla capolista, ma all’orizzonte si profilano nuove campagne, nuove marce forzate verso Cologno contro i rognosi Black Bulls. Perché ogni derby è una guerra antica: tra Sparta e Atene, tra imperi e coalizioni, tra orgoglio e memoria. E ogni punto conquistato, come una collina strappata al nemico, entra nelle cronache che i cantori racconteranno attorno al fuoco, finché esisteranno atleti con il cuore di oplita e il braccio di artigliere ma soprattutto con la maglia neroarancio e la tigre sul petto! ⚔️🏐




